13 Marzo 2007
L’accordo, giunto al termine di un negoziato avviato agli inizi dello scorso mese di febbraio nella capitale del Burkina Faso, dovrebbe portare entro cinque settimane alla formazione di un nuovo governo, alla soppressione progressiva della zona cuscinetto pattugliata attualmente da 7 mila caschi blu e 3.500 militari francesi e alla nascita di un comitato congiunto per le Forze Armate.
Il territorio della Costa d'Avorio è diviso in due dal colpo di stato fallito del 2002. Il nord è controllato dalle Forze Nuove e il sud è rimasto fedele al governo. La zona cuscinetto che separa i due territori sarà sostituita da una linea verde con posti d'osservazione occupati dalle forze internazionali, i cui effettivi saranno ridotti della metà ogni due mesi.
Gbagbo e Soro si sono impegnati a rispettare l’integrità del paese, la sua sovranità e costituzione. Hanno inoltre riconosciuto le risoluzioni già votate dalle Nazioni Unite, che prevedono a breve l’organizzazione di elezioni presidenziali libere - rimandate fino ad oggi per due anni consecutivi - assicurando che il voto sarà libero, trasparente e democratico. Verrà inoltre risolto il problema dell’identificazione e del censimento del milione di ivoriani ancora privi di documenti.
Le incertezze sono ancora molte visto che i precedenti tentativi di risoluzione sponsorizzati da Francia e Sud Africa erano inesorabilmente naufragati. Ma questo accordo segna un notevole passo in avanti in quanto è la prima volta che il presidente della Costa d’Avorio e il leader dei ribelli si incontrano vis à vis per accordarsi su un programma di pace, non orientato da comunità internazionali, ma ideato e progettato dagli stessi attori principali, antagonisti sulla scena, ma finalmente uniti per il bene e i bisogni del paese.
Fonte: www.linter-ci.com/
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