14 Marzo 2007
“E’ una emozione incredibile. Non di allegria ma di dolore che comunichiamo al mondo. Finalmente riconosciuto. E' un'importante vittoria per la giustizia universale, per impedire l'impunità. Sono felice che in Italia sia stata fatta giustizia e questo fornisce alle "nonne" una forza per andare avanti e per costruire un'Argentina più democratica e sovrana". Così Estela Carlotto, presidente delle Nonne di Plaza de Mayo, ha salutato la lettura della sentenza.
Dal 1976 al 1983 la dittatura del governo argentino consegnò alla storia un buco nero al cui interno fece scomparire misteriosamente più di 30 mila persone, tra cui un migliaio di nostri connazionali. Tra gli scomparsi, i “desaparecidos”, vi sono gli italiani Angela Maria Aieta, Giovanni Pegoraro e sua figlia Susanna. Furono rapiti, torturati e infine uccisi da uomini appartenenti al “Grupo de Tarea 3,3,2”, istituito presso la Esma, un campo di detenzione di Buenos Aires nel quale venivano incarcerati e torturati gli oppositori politici del regime militare, sindacalisti e giovani studenti, la maggior parte dei quali uscivano solo per salire sui “voli della morte” per l’ultimo viaggio della loro vita. Particolare la vicenda di Susanna, torturata a 21 anni mentre era incinta. I militari le strapparono la neonata e la diedero in adozione ad un ufficiale della Marina. Le associazioni umanitarie Madres de Plaza de Mayo e Abuelas de Plaza de MAyo - le madri e le nonne – hanno lottato per il suo ritrovamento avvenuto nel 1999.
I cinque condannati all’ergastolo sono Jorge Eduardo Acosta, Alfredo Ignacio Astiz, Jorge Raul Vildoza, Hector Antonio Febres e Antonio Vanek.
Soddisfazione e' stata espressa dal pm, dalle parti civili avvocati Giancarlo Maniga e Marcello Gentili. Quest'ultimo ha sottolineato che "la condanna anche di Vanek - che noi abbiamo dimostrato essere il coordinatore dei voli della morte - fa salva la memoria di tutte le vittime e fa salva la sofferenza di tutti i vivi".
Fonte: www.ansa.it
www.repubblica.it
Sull’argomento si può leggere:
- Nunca Màs, 1986, Rapporto della commissione nazionale sulla scomparsa di persone in Argentina, Bologna, E.M.I
- Zamperini A., Hijos. I figli dei desaparecidos. Il lavoro di comunità contro l’inerzia della memoria, in Psicologia Contemporanea, N.199, Gen.-Feb. 2007.
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