NEWS: La classifica della pace

 
31 Maggio 2007

Lo studio, condotto su commissione di Steve Killelea, un filantropo australiano che si occupa di incoraggiare la pace internazionale, esamina 121 nazioni dall’Algeria allo Zimbabwe. L'indice globale di pace confronta 24 fattori che vanno dallo stato di guerra alla criminalità, dalle tensioni etniche o religiose all'insicurezza sociale, tenendo conto anche del grado di democrazia, istruzione e benessere, per determinare dove la vita è più pacifica e dove è invece più pericolosa.
L’ "indice della pace globale" ha ricevuto il sostegno di  premi Nobel e figure carismatiche internazionali, come il Dalai Lama, l'arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, l'ex-presidente americano Jimmy Carter, la regina Noor di Giordania, l'economista Joseph Stiglitz.

Il risultato assegna alla Norvegia il primo posto come la nazione più tranquilla della terra, seguita nell'ordine da Nuova Zelanda, Danimarca, Irlanda, Giappone, Finlandia, Svezia, Canada, Portogallo e Austria. Il paese più pericoloso è l'Iraq, con Sudan e Israele.
In generale lo studio ha rilevato che i più grandi stati europei figurano in discreta posizione: Germania al 12esimo posto, Spagna al 21esimo, Italia al 33esimo, Francia al 34esimo, mentre la Gran Bretagna è al 49esimo posto.

Un dato inatteso emerso dallo studio, è che due degli otto membri del G8 compaiono sul fondo della classifica e sono rispettivamente gli Stati Uniti, al 96esimo posto, e la Russia addirittura al 118esimo. Per gli Usa vale, all'ennesima potenza, l’imputazione fatta per la Gran Bretagna: forti sperequazioni sociali, alto tasso di criminalità, due milioni di cittadini dietro le sbarre. Quanto alla Russia, il disordine sociale rimane alto, nonostante il pugno di ferro di Putin, che peraltro ha fatto di molto diminuire le libertà civili e democratiche.

L'utilità dell'iniziativa, afferma Steve Killelea, consiste "nell'individuare gli elementi che caratterizzano i paesi più pacifici e adottarli come un modello per i meno tranquilli". Gli elementi esportabili sono: "Un benessere di massa e un alto grado di istruzione, oltre a buoni rapporti con gli stati vicini", ecco perché i 27 paesi membri dell'Unione Europea figurano complessivamente bene nella classifica della tranquillità.

Il rapporto sembra suggerire che per pacificare un paese belligerante e instabile risultino più idonei gli aiuti economici, la scolarizzazione e l'integrazione sociale, piuttosto che l’uso della forza, in effetti l’ultimo posto assegnato all'Iraq lo conferma. Il buon piazzamento di Giappone e Germania offre altresì la speranza alle nazioni oggi traumatizzate da guerre e diaspore. "Anche chi attraversa un periodo storico cupo", conclude Killelea, "può pensare che, facendo le mosse giuste, prima o poi vedrà la luce alla fine del tunnel".

Il Dalai Lama ha lanciato l’idea che l'indice della pace globale potrebbe essere un attrezzo utile per i policymakers.


Fonte: www.smh.com.au “THE SYDNEY MORNING HERALD” Australia



   

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