RECENSIONE: America Latina. L’arretramento de los de arriba

   
Psiche  


America Latina. L’arretramento de los de arriba


Aldo Zanchetta (a cura di)
Coedizione Massari Editore, Bolsena (VT)
Fondazione Neno Zanchetta, Gragnano (LU), 2006,
€ 17.


Ciò che sembrava dovesse rappresentare una panacea per curare tutti i mali dell’America Latina, il neoliberismo, si è in realtà dimostrato un insuccesso, producendo di converso un lento indebolimento e fragilizzazione degli Stati nazionali. L’impegno assunto dalle politiche neoliberiste di una crescita basata sulla distribuzione del reddito e sul miglioramento delle condizioni sociali, che avrebbero diminuito la distanza rispetto alle regioni sviluppate, non si è di fatto realizzato. Oggi in America Latina si registra una tendenza alla bassa crescita economica, accompagnata dal peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro di un segmento considerevole della classe lavoratrice. “Il genocidio storico dei popoli originari prosegue oggi sotto le attraenti vesti del mito globalizzatore e di un modello di sviluppo ingannevole e minaccia di concludersi con l’incalzante scomparsa di linguaggi e di culture e con un ecocidio che ormai sembra irreversibile” (p.15). Il problema fondamentale della regione è che non si è mai posta l’adeguata attenzione al contesto. Ma si è imposta una sorta di ricetta comune, senza considerare le numerose alterità presenti al suo interno, facendo dell’America Latina un unico contenitore di una massa generalizzata e omologata. Sostenuto da los de arriba, ossia dai grandi detentori a livello mondiale del potere economico, finanziario, tecnologico, militare e informativo, e da alcune élite interne, oggi il neoliberismo sta lentamente vacillando, sotto le spinte di forme alternative di opposizione che si ribellano al plagio del mercato mondiale. Il deterioramento infatti delle condizioni socio-economiche ha contribuito alla nascita di differenti forme di resistenza sociale, e, dalla fine del secolo scorso, l’America Latina sembra essere entrata in una fase di fermento volto a costruire nuove alternative e opportunità.
 
In questo libro - è il primo di due volumi, il successivo si occuperà delle politiche di contrasto e in particolare sulle esperienze dei movimenti popolari -, Aldo Zanchetta coordina una polifonia di voci latinoamericane atte a delineare la condizione reale creata dalle politiche neoliberiste. Ma il libro, curante di un volere illuminante, accompagna saggiamente il lettore alla scoperta di un Paese, dapprima procedendo attraverso una dimensione storica, proponendo un’accurata riflessione, nella rivisitazione di alcuni brani tratti dal diario del primo viaggio di Cristoforo Colombo, per poi affrontare la questione posta, sviscerando tutte le prospettive del caso. L’analisi di Aldo Zanchetta e dei suoi co-autori è importante perché indaga in modo approfondito i meccanismi storici, politici, culturali, locali e globali che hanno condotto alla controversa questione del neoliberismo in America Latina, proponendo alla fine del libro una lente d’ingrandimento su “alcuni pezzi del puzzle”, la Bolivia, il Brasile, la Colombia, Cuba, l’Ecuador, Haiti, il Guatemala, il Messico e il Venezuela.    
Un viaggio affascinante ci conduce alla conoscenza di terre, popoli, culture, che ora più che mai rivendicano i loro diritti, la loro identità, facendoci scoprire che la ricchezza sta nella valorizzazione e nel rispetto delle diversità, come dice Aldo Zanchetta “quando i deboli alzano la loro testa”.



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