Il conflitto in Cecenia e in Darfur sono due dei molti conflitti in corso di cui ancora se ne parla poco. Ogni conflitto porta in sé la sua drammaticità causata dalle atrocità, dalla sofferenza, dal bilancio delle perdite umane, ma questa diviene ancor più tragica quando ad essa si somma il silenzio o meglio l’indifferenza delle istituzioni e delle comunità scientifiche. Stefano Cera, studioso, ricercatore e formatore in materia di trasformazione e risoluzione alternativa dei conflitti, attraverso il suo volume rompe un muro di omertà e si fa ambasciatore di queste scomode realtà.
I due casi di studio presentati in questo prezioso libro, la Cecenia, con i sequestri di ostaggi del teatro Dubrovka a Mosca (ottobre 2002) e della scuola di Beslan (settembre 2004) e il conflitto in Darfur, definito il «disastro umanitario più grave del mondo», sono molto più complessi di quello che si possa immaginare, e al cospetto di cotanta complessità non è possibile giungere all’enunciazione di soluzioni tout court. Come sottolinea l’autore “non esiste un’unica soluzione per tutti i conflitti.. ogni conflitto è differente ed è pertanto necessario capire quali ne siano le cause” pp.33.
Alla luce di questa riflessione prima di proporre degli strumenti in grado di gestire e trasformare i conflitti è necessario comprendere. Per comprendere dobbiamo dunque seguirne da prima la storia e le scelte politiche, assumendo come punti di riferimento due assi fondamentali il “come” e il “perché” è potuto accadere. Ricontestualizzare i dati ottenuti all’interno di un paradigma scientifico consente in seguito di enunciare interventi e strumenti legittimi. Senza questo interrogarci si finirebbe per produrre una divulgazione sterile.
Ma è difficile arrivare alla verità di una guerra. La guerra infatti non è solo ciò che i media mostrano, spesso dietro ci stanno grandi bugie, invenzioni, propagande, false storie. Lo studioso in questo caso ha una grande missione e responsabilità: capire la verità. Stefano Cera lo fa attraverso un gran lavoro di ricerca accurato, minuzioso e ben integrato (lo si evince dai numerosi dati e testimonianze raccolte) e mosso dalla deontologia del capire, lontano dalla leicità o illeicità di cosa sia bene o male, affronta quali sono i meccanismi e le dinamiche che ne determinano nel tempo l’escalation di un conflitto, comune a entrambi i casi di studio, e proporre alla luce di questi dati riflessioni per poter risolvere le questioni. L’analisi viene riletta attraverso il paradigma fornito dalle teorie e delle tecniche della negoziazione, la mediazione e la conciliazione che prevedono possibili soluzioni alternative non-violente per il passaggio da un conflitto distruttivo a un conflitto costruttivo. |